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2050: CITTÀ SOMMERSE
Un progetto di Daydreaming Project APS
Nel 2050 il paesaggio dell’Alto Adriatico sarà pressochè irriconoscibile. Le proiezioni oceanografiche e climatiche indicano che vaste porzioni di territorio – dalle coste venete alle basse pianure emiliane, friulane e giuliane – verranno sommerse o rese instabili da aggressioni marine, subsidenza e condizioni meteo sempre più estreme. Le mappe costiere che conosciamo oggi diventeranno possibili reperti archeologici.
OBIETTIVI GENERALI
1. Attivare una riflessione critica sul futuro del paesaggio.
Promuovere pratiche artistiche che interrogano la trasformazione irreversibile del paesaggio costiero e pianeggiante dell’Alto Adriatico, considerandolo come archivio fragile, territorio in transizione e zona-limite tra naturale e artificiale.
2. Trasformare il territorio in dispositivo espositivo Incentivare progetti che superino il modello tradizionale di mostra, utilizzando il territorio regionale come spazio narrativo, performativo e installativo, capace di rendere visibili processi geologici, climatici e antropici spesso impercettibili.
3. Integrare arte, scienza e memoria collettiva.
Favorire l’incontro tra pratiche artistiche, saperi scientifici (climatologia, oceanografia, urbanistica) e memorie locali, per costruire narrazioni ibride che connettano dati, immaginazione e vissuto.
4. Sostenere l’arte come strumento di consapevolezza e anticipazione
Riconoscere all’arte un ruolo non illustrativo ma anticipatorio, capace di generare scenari, visioni e contro-mappe del futuro, contribuendo al dibattito pubblico su adattamento, perdita e trasformazione.
5. Rafforzare l’identità culturale regionale in chiave prospettica. Stimolare una lettura del Friuli Venezia Giulia non solo come territorio di confine storico, ma come avamposto europeo di una nuova geografia climatica, luogo-soglia tra ciò che scompare e ciò che emerge.
in sintesi:
Il bando intende sostenere la realizzazione di manifestazioni espositive artistiche e interventi site-specific finalizzati a:
1. Promuovere la ricerca artistica contemporanea sui temi della trasformazione climatica, geomorfologica e antropica del territorio dell’Alto Adriatico, con particolare riferimento alle aree costiere e di pianura del Friuli Venezia Giulia.
2. Valorizzare il territorio regionale come spazio culturale attivo, incentivando l’utilizzo di contesti non convenzionali e luoghi significativi per la lettura delle trasformazioni ambientali in atto.
3. Favorire il dialogo interdisciplinare tra arti visive, performative, pratiche curatoriali, discipline scientifiche e saperi locali, al fine di generare nuove modalità di interpretazione e restituzione del paesaggio.
4. Rafforzare il ruolo dell’arte come strumento di sensibilizzazione pubblica, capace di stimolare consapevolezza, partecipazione e riflessione critica sui futuri possibili del territorio.
OBIETTIVI SPECIFICI
A. Creazione di mostre tematiche
• Sviluppare mostre che affrontino il tema della sommersione, della subsidenza e dell’instabilità territorialecome metafore fisiche e politiche.
• Incentivare progetti espositivi che utilizzino mappe, archivi, modelli previsionali, reperti reali o immaginaricome materiali artistici.
• Valorizzare pratiche che riflettano sul concetto di rovina futura, di paesaggio come reperto archeologico del presente.
B. Eventi e interventi site-specific
• Promuovere installazioni, performance e azioni artistiche in luoghi vulnerabili o simbolici (aree lagunari, zone industriali dismesse, argini, aree di confine).
• Sostenere opere temporanee o destinate a mutare, degradarsi o scomparire, in dialogo diretto con le condizioni ambientali.
• Incentivare la relazione tra opera, contesto e comunità locale, rendendo il pubblico parte attiva dell’esperienza.
C. Coinvolgimento delle comunità e dei saperi locali
• Favorire processi partecipativi che includano cittadini, pescatori, agricoltori, tecnici, ricercatori e archivi viventi del territorio.
• Raccogliere testimonianze, racconti, toponimi e memorie destinate a scomparire, integrandoli nei progetti artistici.
• Stimolare una restituzione pubblica accessibile, anche fuori dai circuiti dell’arte contemporanea.
D. Sperimentazione di formati espositivi non convenzionali
• Incentivare mostre diffuse, itineranti o temporanee, capaci di adattarsi a contesti instabili o non museali.
• Valorizzare l’uso di media sonori, installazioni immersive, pratiche performative e digitali come strumenti di lettura del territorio.
• Sostenere progetti che lavorino sul tempo lungo, sul cambiamento progressivo e sull’incompiutezza.
E. Costruzione di un archivio del futuro
• Promuovere la creazione di archivi artistici e visivi del paesaggio in trasformazione, intesi come documenti per il futuro.
• Incentivare la produzione di materiali (testi, immagini, suoni, dati) che possano restare come traccia anche oltre l’evento espositivo.
• Favorire la diffusione e la circolazione dei progetti a livello nazionale e internazionale. In sintesi, saranno considerati coerenti con le finalità del bando i progetti che:
a. sviluppino mostre tematiche o eventi espositivi incentrati su fenomeni quali innalzamento del livello del mare, subsidenza, erosione costiera, instabilità climatica, perdita o mutazione del paesaggio;
b. prevedano la realizzazione di interventi artistici site-specific, temporanei o permanenti, concepiti in relazione diretta con il contesto ambientale, storico e sociale di riferimento
c. utilizzino linguaggi e formati sperimentali, inclusi ma non limitati a installazioni, performance, pratiche sonore, arti visive, media digitali e processi partecipativi;
d. favoriscano il coinvolgimento delle comunità locali, anche attraverso attività di mediazione, raccolta di testimonianze, workshop, azioni condivise o restituzioni pubbliche;
e. contribuiscano alla produzione di materiali documentali e artistici destinati a costituire un patrimonio culturale fruibile anche oltre la durata dell’evento. Partendo da una riflessione critica e progettuale, tra giugno (considerando una partecipazione alle dinamiche TACT, giugno 2027 l’associazione dà vita a una serie di appuntamenti che intendono dare voce a riflessioni e pratiche condivise di sperimentazione intorno a temi pregnanti attraverso il mezzo artistico, che funge da strumento di espressione per manifestare l’adozione di nuovi codici etici, nella consapevolezza di creare relazioni efficaci tra paradigmi consolidati e linguaggi contemporanei.
Le attività sono indirizzate a varie frange della cittadinanza attiva, in particolare:
Coinvolgimento con pubblici e territorio
In sintesi, questo progetto è motivo di interesse e coinvolgimento per le comunità locali e per il territorio del Friuli Venezia Giulia perché:
1. Parla di luoghi reali e di esperienze vissute. Non affronta il cambiamento climatico come concetto astratto, ma come trasformazione concreta dei paesaggi, dei lavori, delle abitudini e delle memorie quotidiane. Le comunità riconoscono sé stesse nei luoghi coinvolti e diventano parte attiva del racconto.
2. Trasforma una preoccupazione condivisa in spazio di espressione. L’arte offre un linguaggio diverso da quello tecnico o emergenziale: permette di elaborare paure, perdite e incertezze collettive senza ridurle a dati o allarmi, ma rendendole pensabili,
raccontabili, condivisibili.
3. Restituisce valore culturale alle conoscenze locali Saperi spesso marginali — pratiche agricole, memorie orali, toponimi, gesti legati all’acqua e alla terra — diventano materiali centrali dei progetti artistici, riconoscendo alle comunità un ruolo di portatrici di conoscenza, non solo di pubblico.
4. Rende il territorio protagonista, non semplice scenario. Luoghi, paesaggi e infrastrutture diventano parte integrante delle opere e degli eventi. Questo rafforza il senso di appartenenza e stimola una nuova percezione del territorio come spazio culturale vivo.
5. Costruisce una memoria condivisa orientata al futuro. L’Archivio del Futuro non conserva ciò che è perduto, ma ciò che sta cambiando ora. Le comunità partecipano alla creazione di una memoria che parla alle generazioni future, dando
senso e continuità al presente.
6. Attiva relazioni e processi, non solo eventi. Mostre, interventi e azioni partecipative diventano occasioni di incontro tra cittadini, artisti, istituzioni e ricercatori, generando legami duraturi e nuove forme di collaborazione territoriale. In breve, il progetto coinvolge perché riguarda direttamente la vita dei luoghi, restituisce dignità culturale all’esperienza locale e offre alle comunità non solo uno spazio di fruizione, ma un ruolo attivo nella costruzione di visioni sul proprio futuro.
– Giovani artisti under 35
– Giovani di scuole superiori
Il progetto integra la cultura della disabilità come prospettiva critica e generativa, riconoscendo nei corpi non normativi una chiave di lettura fondamentale per comprendere e abitare i paesaggi in trasformazione. Attraverso pratiche artistiche inclusive e processi di co-progettazione, il territorio diventa spazio di sperimentazione di nuove forme di accessibilità, relazione e immaginazione collettiva. Le attività che si snodano nel corso dei mesi sono le seguenti:
Le tre mostre principali prevedono tre personali di tre artisti che interpretano il tema sotto punti di vista diversi
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